Archivio per Giugno 2007

Quello stronzo del Tiglio di Moruzzo

Martedì, 19 Giugno 2007

Pensate che stronzo il tiglio di Moruzzo. Se n’è stato lì, sulla sua collinetta per 500 anni, tanto che nei dontorni si chiama tutto “del Tiglio”. Piazza del Tiglio, Ristorante al Tiglio, la storica Nuova Tiglio Confezioni con sede nel castello, di fronte a lui.

Insomma ’sto stronzo, dicevo, mi è rimasto lì per 500 anni e poi quando ha pensato bene di morire?? Ma proprio quando il terreno circostante, la piazza insomma, è stata cementificata e trasformata in un parcheggino, utile e carino!

Ma che stronzo! Di tutto si inventano per ’ste piante per far sentire in colpa gli amministratori.

Comunque di tiglio ce n’é già un altro, c’è poco da polemizzare. Tra 500 anni sarà tutto come prima.

Aggiornamento: il Tiglio Nuovo sta crescendo, tra un po’ i pali che lo reggono potrebbero non servire più… sperando si ricordino di toglierli, prima che lo strozzino!

Mexico e nuvoloni

Sabato, 16 Giugno 2007

Alcuni amici mi hanno intenzione di scriverela seguente lettera al Messagero Veneto:

Abbiamo appreso dal Messaggero Veneto di venerdì 8 giugno la notizia della chiusura del bar Mexico, a quanto sembra auspicata e bene accolta dai residenti nella zona.

Le motivazioni che hanno portato alla chiusura sono,a quanto si apprende, di natura contrattuale tra i gestori del bar ed il proprietario dell’immobile, e pertanto andrebbero a nostro parere disgiunte dai giudizi morali sulla clientela del locale.

Tuttavia l’articolo apparso sul M.V. e le persone intervistate spostano l’attenzione del lettore proprio su quest’ultimo aspetto.

Sembrerebbe che gli avventori del bar Mexico siano unicamente “prostitute e gente di malaffare”. A ben vedere la clientela notturna è più diversificata, essendo composta anche da netturbini, poliziotti, guardie notturne che rompono la monotonia del proprio turno di lavoro con una pausa nell’unico bar aperto in città.

Gli episodi violenti citati nell’articolo farebbero inoltre supporre che il clima di tensione all’interno del locale sia cosa ordinaria. A noi pare si tratti di un luogo ben più tranquillo, in cui problemi o alterchi vengono affrontati dal gestore Gino Toso con prontezza e capacità.

Di conseguenza non comprendiamo e non condividiamo l’avversione di molti nei confronti del bar Mexico.

Innanzitutto ci piace affermare il diritto da parte di chiunque a trovare aperto un locale accogliente anche ad un’ora insolita della notte, un locale in cui, come ben afferma la titolare Orfea Tomini “non esiste distinzione tra clienti italiani e stranieri, né tra belli e brutti”.

In secondo luogo ci sembra che tale avversione contribuisca ad esasperare nei cittadini la percezione dei (reali o supposti) problemi di questa zona di Udine.

Il bar Mexico non era la causa di tutti i mali, così come la sua chiusura non ne sarà certo la soluzione.

Alcuni avventori occasionali (seguono firme)

Io sostengo che una lettera così è un autogol politico. Non critico le certamente ottime intenzioni, critico il modo.

Viviamo in una nazione che vota a destra, in un continente che vota a destra, con una dirigenza politica di sinistra che non sa che pesci pigliare e un elettorato di sinistra che si incaponisce a comportarsi come se fossimo nel ‘68. I politici di destra, beati, hanno gioco facile a cavalcare i malumori di un popolo ricco e capriccioso, dove per ricco intendo “ricco” rispetto ai posti dove si muore veramente di fame.

Non possiamo partire dal presupposto che i nostri concittadini siano tutti degli orchi fascisti. Se così fosse non ci sarebbe più alcuna speranza e non avrebbe senso scrivere lettere ai giornali. Ma è o no un dato di fatto che, sopratutto al nord, la maggioranza vota a destra? Dobbiamo invertire l’orrido dilagare della (sotto)cultura di destra cercando di portare a sinistra un po’ della gente di destra!

Ma non si può pensare di “spostare” della gente a sinistra dandogli velatamente del razzista. Non si può dire che il bar Mexico è un salotto per signorine quando lo sanno anche i polli che è il peggio bar di Udine. Ma anche se non lo fosse bisogna per prima cosa ascoltare e rispettare quelli che la gente percepisce come problemi. A maggior ragione se sono fomentati da chi ha beceri interessi politici o commerciali.

Dar loro dei razzisti o scrivere cose come “percezione dei (reali o supposti) problemi di questa zona di Udine” fanno al cento per cento il gioco dei politici di destra. “Supposti? Ma che ne sai te che neanche abiti qui e ci vieni solo a bere e a far casino”, ti diranno. Hanno ragione? Forse no, ma di certo si sentiranno ancora più di destra. E‘ questo lo scopo della lettera?

Sono anni che va avanti così, forse un giro di Berlusca non ci è bastato? Ne vogliamo fare un’altro? Bisogna ascoltare la gente senza pregiudizi, credere a quello che dice anche se, dall’alto delle nostre conoscenze sociologiche (ehm) ci sembrano stronzate. Perché se non li ascoltiamo c’è qualcun altro, pericoloso, che li ascolta e li fomenta molto molto volentieri. E non vede l’ora che noi gli si dia, come al solito, dei razzisti.