«Un tempo a scuola in assemblea si discuteva solo di temi difficili e lontani dagli interessi dei ragazzi tipo l’Europa e gli anni settanta.»
Le loro battaglie sono per utilizzare l’aula di informatica, mettere i pannelli solari sul tetto, fare più ore di educazione fisica, più gite a contatto con la natura, possibilmente senza telefonino perché lo spirito ne giova.
A Roma otto anni fagli studenti di destra eletti nel Parlamento dei ragazzi erano 20 su 400. Oggi sono la maggioranza assoluta, più di 200. Decuplicati.
Dice uno dei consiglieri: «Ha vinto la destra perché ha perso la sinistra. Ci siamo inseriti nell’antipolitica e abbiamo rubato voti alla sinistra ideologica. Le abbiamo opposto una destra pragmatica. Ci votano perché facciamo le cose. Perché gli anni Settanta sono lontani e non si può stare sempre lì, perché pensiamo all’oggi.»
L’anticomunismo è un sottile sottofondo. Poi è alle manifestazioni politiche che tornano fuori i simboli, le croci runiche e le aquile. Arrivano i venti e anche trentenni. Sono loro che menano la danza.
Da La Repubblica, Il cuore nero dei giovani d’Italia. Viaggio alla scoperta dell’ultradestra di Concita De Gregorio.
Link:
- Dov’è la Littoria di Zoro
- Chinghiamattanza featuring Zetazeroalfa
Aggiornamento:
- Sansonetti (direttore di Liberazione) in un’intervista al Secolo d’Italia dice che Fini rappresenta una destra aperta e moderna. Mentre Veltroni è il nemico N.1. Quindi meglio Fini di Weltroni. Ah, beh.