Liberazione

By ildan

Però. Queste elezioni possono essere una liberazione.

Voglio dire: anni fa mi comprai al mercatino di Porta Portese a Roma, una bella felpa Nike, originale, prezzo 5 euri: un affarone. Mi sentivo un po’ in imbarazzo, però, ad andare in giro con la scrittona Nike sul petto. Non sono mai stato tipo da logo, men che meno da Nike. Ma quella felpa mi piaceva: avrei potuto approfittare delle domande degli amici, sorpresi dalla inconsueta novità, per raccontare di come fosse vivere a Roma… e Porta Portese… e l’incredibile ceffo napoletano che me l’ha venduta… la Metro A piena di gente come un uovo… la B con sopra i musicisti di strada…

E insomma! Nella mia Udine, nel locale degli amici, nel mio sinistrissimo pub, mi conoscono, sanno chi sono, non potranno mica pensare che mi sono venduto al consumismo e alle multinazionali per via di una felpa!

Invece ricordo di essere stato immediatamente stroncato dal capomastro di allora (a cui siamo comunque tutti ancora molto affezionati) con un: “Cazzo Dan, hai deciso anche tu di finanziare gli americani in Iraq?“.

Per anni, anni, ed anni, noi di sinistra ci siamo persi in mari di cazzate. Come si può pretendere che la gente, la gente normale, quella che normalmente gira con felpe e loghi di tutti i tipi possa appassionarsi ad una politica fatta di velleitarie relazioni come quella tra la tua felpa Nike e la guerra in Iraq? Una politica dominata da strascichi folcloristici e naif del peggio degli anni ‘70?

Queste elezioni sono anche la liberazione da quei mari di irrilevanti cazzate.

Ps: per approfondire: Abbiamo perso il Nord

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