A lungo venne chiamato “il granaio dell’India”. Lo Stato settentrionale del Punjab, ai confini con il Pakistan, è ricco di terre fertili su cui il subcontinente asiatico ha sempre contato per sfamare i suoi abitanti. Ora il Punjab fa notizia soprattutto per i suicidi dei contadini indebitati, e il dilagare dell’eroina fra i giovani disoccupati. Proprio mentre il mondo intero s’interroga sulla nuova crisi alimentare che colpisce nazioni povere e meno povere, il Punjab è diventato uno dei laboratori infernali al centro di questa catastrofe.
I loro figli e nipoti sognano una vita in città, e si rifugiano nella droga quando le aspettative di benessere sono deluse. La Fao e la Banca Mondiale non sono due centri del “sapere alternativo”, o due bastioni della battaglia contro gli ogm; né risulta che aderiscano al movimento Slow Food. Eppure i loro esperti sono arrivati a una conclusione radicale: il Punjab è la prova che i metodi industriali applicati all’agricoltura possono portare a un fantastico miglioramento della produttività nel breve termine, seguito da un progressivo deterioramento della qualità dei terreni e quindi da una caduta della stessa produttività.
Archivio per Giugno 2008
Punjab
Domenica, 15 Giugno 2008La sfida
Martedì, 10 Giugno 2008Domenica sono stato ad un torneo di calcio in ricordo di un amico scomparso qualche anno fa. Dalla nostre parti ci sono spesso delle manifestazioni simili, sono un modo per riunire vecchi amici e far festa: si gioca a calcio, scorrono fiumi di birra, si ride, si scherza etc.
Al torneo di domenica, però, c’era un gruppo non piccolo di persone, un paio di famiglie con bambini, che stava separato. A questo particolare non avevo fatto particolarmente caso fino al momento in cui ho deciso di andarmene: si stava cantando oh mare nero mare nero mare nero ma, passando vicino a loro, ho sentito che lì, invece, si cantava Faccetta nera, bell’abissina…
Che fare? Zittirli? Cacciarli? Non sarebbe stato meglio accorgersi prima della loro esistenza, unirli, farli entrare nel gruppo, farli stare assieme agli altri, far cantare loro un po’ di Battisti, Battiato, Vasco Rossi?
Dovremmo imparare a contrastare la formazione di barriere tra la gente, cercando di comunicare con chi meno ci piace, con le parti di noi stessi che meno amiamo: queste (e non altre) sono le sfide politiche del nostro tempo.
America
Domenica, 8 Giugno 2008
De Gregori
Sabato, 7 Giugno 2008Accade in certi periodi storici che quando inizi a pensare una cosa, o inizi a avere una opinione piuttosto chiara su come sta girando il mondo, ci sia un certo numero di persone che la pensa come te.
Francesco De Gregori in un intervista (via Scalfarotto) dice:
E’ ancora di sinistra?“Sono di sinistra, ma non le appartengo. Voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri”.
…Come li vede i prossimi anni?“Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la usi per modernizzare il Paese. Se ci riuscisse non farebbe una politica di destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti”.
In ‘Viva l’Italia’, nel 1979, cantava di un”Italia che resiste’: oggi li scriverebbe quei versi?“Allora ero molto più manicheo: da una parte i buoni dall’altra i cattivi. Oggi non vedo queste due Italie così contrapposte. Mi piace pensare a un unico Paese che, insieme, può trovare un modo per migliorare le cose”.
En passant ho scoperto che l’orrendo sito www.francescodegregori.it non è gestito dal nostro ma da un tizio che lo ha costruito come omaggio al suo cantautore preferito. De Gregori pare sia uno piuttosto all’antica.
The man
Mercoledì, 4 Giugno 2008“The 46-year-old first-term senator will face John McCain in the fall campaign, becoming the first black candidate ever to lead his party for the White House.”
Obama ha vinto le primarie americane.
Volpe Pasini
Lunedì, 2 Giugno 2008È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.
Guglielmo di Occam
Se per un fenomeno esiste una spiegazione semplice, è inutile andarne a cercarne una complicata.
La sinistra-sinistra, invece, ha un’estrema facilità nel a passare dalla visione del mito a quella di acerrimo nemico dell’umanità. A Domenici e Cofferati, a lungo considerati i condottieri di punta di sinistra, difensori della civiltà contro l’invasione dei barbari sono bastate poche decisioni (lavavetri e sgomberi rispettivamente) per farli decadere d’un sol tonfo dalle stelle alle stalle: da novelli Cheguevari a fascisti e senza soluzione di continuità alcuna. Possibile?
Il demonio si può impossessare di te da un momento all’altro, stai ben attento ai tuoi pensieri, l’impurità è dietro l’angolo, compagno!
Se governi una città in un periodo in cui da varie parti del paese si va sbrucciacchiando campi nomadi come le stoppie d’estate, è molto ragionevole porsi l’obbiettivo di tenere sotto controllo i potenziali piromani della tua città, per quanto apparentemente calma questa possa essere. Non c’è niente di meglio, per disinnescare una minoranza potenzialmente antidemocratica, che donarle una rappresentanza politica, facendola partecipare alla vita politica ed al confronto pubblico. La democrazia è nata così.
Ha fatto bene Honsell, neoeletto sindaco di Udine, a dare una delega non esecutiva a Volpe Pasini. O c’è un virus che colpisce tutti i sindaci di (centro-)sinistra non appena mettono piede in un Comune?
Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico. Distruggerlo costituisce un risultato inferiore
In ogni conflitto le manovre regolari portano allo scontro, e quelle imprevedibili alla vittoria
Sūnzǐ Bīngfǎ (孫子兵法). L’Arte della Guerra (tanto cara a Mao)
